Laila Al Habash - Mystic Motel (2021)

  • 11 Nov, 19:47
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Artist:
Title: Mystic Motel
Year Of Release: 2021
Label: Undamento
Genre: Pop
Quality: Mp3 320 kbps / FLAC (tracks)
Total Time: 37:30
Total Size: 87 / 215 MB
WebSite:

Tracklist:

1. Laila Al Habash - Abbagli
2. Laila Al Habash - Oracolo
3. Laila Al Habash - Ponza
4. Laila Al Habash - La fine tua
5. Laila Al Habash - Complimenti
6. Laila Al Habash - Sbronza
7. Laila Al Habash - Sunshine
8. Laila Al Habash - Baby
9. Laila Al Habash - Fotoromanzi
10. Laila Al Habash - Pianeta
11. Laila Al Habash - Sabbia
12. Laila Al Habash - Gelosa

Mystic Motel, prove di nuovo cantautorato. Quel “nuovo” che, attenzione, vuole comunque diventare consapevolmente “classico” per gli anni a venire. Obiettivo chiaro in testa. Nonostante la giovane età – Laila Al Habash è classe 1998 – questo è infatti un album d’esordio di una artista che si muove con molta misura e molta accortezza. Ovvio: non così tanta da chiudere le porte alla freschezza ed alla contemporaneità nella scrittura, d’altro canto la lezione di ciò che oggi è scena indie – una lezione improvvisamente vincente oltre ogni previsione dopo che la scena pop italiana pareva semi-congelata ed immutabile – ha come tratto distintivo il rinnovo del linguaggio, con un’attenzione ostinata e compiaciuta alla microquotidianità, ovvero ai piccoli racconti di piccole cose (che però, in parte, parlano di grandi temi e forti sentimenti). Ogni sapore da cantautorato impegnato anni ’70, o da buon senso levigato e sentimentale intriso di buona forma ed immagini universali, o anche di maledettismo di provincia, oggi pare irrimediabilmente vecchio. Laila lo sa. E Laila lo dimostra. Questo rinnovamento tocca solo in parte la veste sonora. Il maquillage e l’ammodernamento infatti sono più superficiali che sostanziali: per gran parte dell’album non ci si prendono infatti rischi eccessivi. Questo forse è l’unico limite di Mystic Motel, perché quando veramente si preme sull’acceleratore verso un pop più mutante, più urban ed elettronico il risultato è notevolissimo, e – tra le altre cose – ha un interplay perfetto col modo di scrivere e di cantare della Al Habash (Sunshine e Baby esempi perfetti, in questo; in parte lo sono anche Pianeta e Sabbia). Attenzione: non che il disco in sé sia spento o stanco o banale come veste sonora, tutt’altro. Del resto, aver chiamato a bordo in sede di produzione Niccolò Contessa (ormai più a suo agio come produttore nell’ombra che come lider maximo del progetto I Cani) e Stabber (uno dei più maturi ed intelligenti producer hip hop italiani) il suo effetto lo fa. L’impressione è comunque che i due siano stati molto attenti a non forzare la mano e ad inseguire invece, appunto, un “nuovo classico”, fatto di soluzioni melodiche ed armoniche eterne e funzionali solo rivestite – senza esagerare, e levigando parecchio ed elegantemente gli spigoli – di suoni hip hop ed elettronici, di drum machine e synth retro-futuristi, mai però deragliando verso l’ignoto o verso lo scomodo. Mystic Motel è quindi un disco elegante, maturo ed al tempo stesso comunque fresco. L’ascolto scorre davvero bene. Non sciocca, non stravolge, non ridisegna canoni; ma farlo non è e non deve essere mai un obbligo, se la materia di base è comunque di qualità, ben impostata. La curiosità è capire se sia solo un primo passo verso una crescita sempre più carismatica ed al tempo stesso atipica, o se sia invece già una “full disclosure” sulle capacità e la personalità dell’artista e delle sue idee. A ben pensarci, è un gran bel dubbio: perché se il bivio dopo un album d’esordio è “Sarà solo brava, o sarà una che cambierà proprio le regole del gioco?”, è un bivio decisamente notevole.